Raspberry Pi: installazione e configurazione di Debian Squeeze e Raspberry Pwn

raspberry pwn

Da qualche settimana sono (felice?) possessore di un Raspberry Pi Model B, quello per intenderci con una Ethernet e 2 USB. Come SD card ho acquistato una Kingston Classe 4 da 16GB (16GB SDHC Class 4 (SD4/16GB), uno tra i modelli funzionanti presenti nella lista delle Working SD Card. Ho deciso di installarci sopra Debian Squeeze utilizzando l’immagine disponibile nella pagina di download del Raspberry Pi. Va detto subito che il boot del Raspberry è possibile soltanto da SD Card anche se nulla vieta poi di montare /home e altre cartelle su una pen drive USB per ottimizzare la velocità di scrittura.

Per scrivere il file .img di Debian Squeeze, che si chiama “debian6-19-04-2012.img”, ho usato su Windows il programma Win32DiskImager, se invece preferite scriverlo da Linux è possibile usare “dd” con il seguente comando:

# dd bs=1M if=debian6-19-04-2012.img of=/dev/sdc (sdc va sostituito con il device che identifica la SD Card nel vostro sistema Linux)

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Nuovo iPad: non compratelo se avete già l’iPad 2

Sabato scorso ho comprato il nuovo iPad (dopo aver venduto il mio vecchio iPad 2). L’ho acquistato a “scatola chiusa” nel senso che non lo avevo neppure visto una volta dal vivo, l’ho prenotato e sono andato a colpo sicuro all’Apple Store “fidandomi” delle buone recensioni viste in giro. Il modello che ho scelto è l’iPad 16 GB WiFi esattamente uguale ai precedenti iPad che ho avuto (iPad 1 e iPad 2).

Voglio ribaltare la classica costruzione delle recensioni che dopo un bel po’ di preamboli e dettagli tecnici arrivano a un giudizio, la mia valutazione è la seguente: se avete un iPad 2 non c’è motivo per cui acquistiate il nuovo iPad. A parte lo schermo non noterete alcun miglioramento tangibile anzi saranno più evidenti i difetti rispetto al predecessore, eccoli elencati:

  • il nuovo iPad è più pesante dell’iPad 2, i “tecnici” dicono che si tratta di poco di più (652 grammi per iPad 3 WiFi contro i 601 grammi di iPad 2 WiFi) ma posso assicurare che tenere in mano a lungo l’iPad 3 è abbastanza faticoso (mai quanto tenere in mano i 712.60 grammi di iPad 1);
  • il nuovo iPad si ricarica in più tempo rispetto all’iPad 2. Questo vuol dire che se il vostro iPad si scarica completamente dovrete aspettare un bel po’ di ore prima che la nuova batteria, più capiente del 2, arrivi al 100% di carica;
  • i vantaggi dell’avere un Retina Display magari si notano analizzando al microscopio lo schermo ma ad occhio nudo non è che si apprezzi tutta questa differenza rispetto all’iPad 2. Se siete dei fan di Infinity Blade 2 o Angry Birds Space HD su iPad o comunque amate giocare con il vostro tablet allora probabilmente apprezzerete il Retina Display abbinato alla nuova e più potente GPU del nuovo iPad. Se come me usate l’iPad per navigare, leggere la posta e usare Twitter allora il Retina Display è davvero inutile.

Voglio spezzare invece una lancia in favore della fotocamera posteriore del nuovo iPad (5 MP): rispetto a quella dell’iPad 2 è decisamente meglio, non penso ci sia qualcuno che utilizzi massicciamente la fotocamera dell’iPad però con il nuovo iPad le foto vengono molto meglio.

In conclusione: se avete un iPad 2 non comprate l’iPad 3 (io l’ho fatto e tutto sommato ne avrei potuto fare a meno), se invece avete un iPad 1 e siete indecisi su cosa comprare penso che la scelta debba ricadere su iPad 3 e non su iPad 2, i miglioramenti dall’1 al 3 sono tali e tanti che non ve ne pentirete.

Sega Mega Drive unboxing

sega mega drive

Chi mi segue su Twitter lo saprà già: qualche settimana fa ho acquistato una riedizione del Sega Mega Drive dal sito britannico Blaze. La console, forse la mia preferita ai tempi delle 16 bit (peccato poi la avessi prestata a un amico che non me l’ha più ridata…) è arrivata oggi e non ho potuto fare a meno di scattare delle foto della confezione e di tutti gli “accessori” inclusi.

Oltre alla console, la confezione include due joypad, un alimentatore con presa UK (basta un adattatore per farlo funzionare anche in Italia) e un cavo audio/video. Precaricati nella console ci sono 15 giochi ma questa riedizione della console Sega accetta anche cartucce PAL e NTSC originali.

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Ho comprato l’Asus Eee Box

Due giorni fa il glorioso PC che mi ha accompagnato dal 2001 ha deciso di morire (motherboard defunta). Con mio grande dolore, avrei continuato ad usare quel P4 montato su una Asus P4B266 ancora per anni, ho deciso di acquistare un nuovo computer fisso. Ma stavolta, dopo qualche indecisione iniziale, ho optato per un Asus Eee Box al posto del tradizionale desktop ingombrante e super potente.

È ancora presto per dare dei giudizi complessivi ma posso già dare qualche informazione che credo servirà a chi volesse comprare questo minidesktop:

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Ho comprato l’Eee PC

Forse per alleviare i dispiaceri che mi sta dando il blog (se non lo avete notato, sono passato al tema Kubrick Simpla Widgetized dopo le continue pagine bianche in home a causa dei problemi che credo siano dovuti a K2) ho deciso di comprare l’Eee PC. Trovarlo è stata un’impresa non da poco: era esaurito ovunque.
In realtà tutto il merito è di un mio collega di lavoro, che dopo continui appostamenti ad un MediaWorld è riuscito ieri pomeriggio a comprare due esemplari per lui ed uno per me 😉

Lo avevo già provato qualche settimana fa e devo dire che l’Eee PC per ora mi sembra un ottimo acquisto: è leggerissimo, Xandros si avvia in pochi secondi e tutto sommato la tastiera è abbastanza funzionale.

Non so per quanto tempo terrò Xandros, per ora mi va più che bene. Tutto sommato le uniche cose che mi servono sull’Eee PC sono Firefox e un terminale per smanettare un po’ 🙂

Time Capsule, il primo NAS della Apple

Time Capsule

Il Mac Book Air sarà anche il vero protagonista del Keynote di Steve Jobs che tutti attendevano ma, imho, il prodotto più interessante presentato al MacWorld 2008 è Time Capsule.

Si tratta di un NAS wireless, che può funzionare anche da router/access point, ideale per la centralizzazione dei backup casalinghi (ma non solo) che funziona con Time Machine di Leopard ma anche con Windows come unità condivisa. I tagli in vendita sono da 500GB o 1TB e il gingillo esce equipaggiato con tre porte LAN Gigabit Ethernet e una WAN.
Dalle specifiche non si capisce quale sistema operativo sia stato installato su Time Capsule, ma probabilmente si tratta di una versione minimale di OS X, nè è disponibile una lista delle specifiche hardware.

Non vedo l’ora che qualcuno inizi a “brutalizzare” questa scatoletta bianca per farci saltare sopra una versione customizzata di Linux, sarebbe molto divertente avere un serverino wireless silenzioso e bello da vedere in casa o meglio ancora un firewall con funzionalità di NAS.

Evitate openSUSE 10.3

Il titolo è drastico ma non deriva da un’antipatia a pella bensì da una prova andata male, molto male.
Ho avviato fiducioso la versione KDE di openSUSE 10.3 e dalle opzioni possibili ho selezionato “Installazione”. E’ partito il caricamento del kernel che dopo poco si è fermato per diversi minuti sul mio controller USB e sui relativi device collegati cioè la mia antenna wireless della Linksys.
Il boot è proseguito e io ho dato una sbirciata qui e là alle voci di installazione. Poi ho riavviato selezionando Kubuntu dal mio bootmanager e ho ricevuto il seguente errore: device descriptor read/64, error -62

Ho pensato ecco Gutsy Gibbon che fa i capricci, quindi ho riavviato questa volta con Slackware 11 e purtroppo stesso identico messaggio…
A questo punto ho avviato anche Windows e la mia Linksys WUSB54GC neanche compariva nella traybar con i due compute accesi. Ho scollegato e ricollegato l’antenna ma non ho avuto risultati apprezzabili.

Abbastanza sconfortato ho spento il computer, scollegato l’antenna wireless e ricollegata ad un’altra porta USB e fortunatamente gli errori di configurazione sono scomparsi sia su Windows che su Slackware e Ubuntu.

Non so che diavolo abbia fatto openSUSE 10.3 alla mia antenna wireless o alle mie porte USB ma è stato sicuramente qualcosa di nocivo.
Il mio consiglio (molto personale): EVITATE openSUSE 10.3