TP-Link TL-WN725N Nano WiFi Adapter v2.0 e Raspberry Pi (aggiornato)

Ho comprato di recente un TP-Link TL-WN725N Nano WiFi Adapter, un adattatore wireless USB dalle dimensioni ridotte, per il mio Raspberry Pi che finora usavo con un adattatore WiFi Linksys WUSB 54GC riconosciuto da Raspbian senza problemi ma decisamente “ingombrante”. L’ho acquistato a 9,69 euro su Amazon dato che risultava tra gli adattatori funzionanti senza effettuare alcuna configurazione, almeno fino alla versione 1. Con la versione 2 del TL-WN725N le cose però cambiano, il chipset Realtek RTL8188EUS che lo equipaggia non viene riconosciuto out-of-the-box da Raspbian.

Fortunatamente però è stato realizzato un driver ad hoc che consente il funzionamento del TL-WN725N v2, le istruzioni di installazione e il driver sono scaricabili dal pi3g blog, le riporto qui per avere un memo della procedura da seguire per rendere funzionante il TP-Link TL-WN725N Nano WiFi Adapter v2.0 con il Raspberry Pi.

Il primo passo consiste nello scaricare un pacchetto compresso che contiene il driver sotto forma di modulo per il kernel Linux 3.6.11 e installarlo (per sicurezza mi sono salvato su Dropbox il modulo nel caso il link di pi3g non dovesse funzionare, anche se si tratta sempre di un link a Dropbox):

wget https://dl.dropboxusercontent.com/u/80256631/8188eu-20130209.tar.gz
tar -zxvf 8188eu-20130209.tar.gz
sudo install -p -m 644 8188eu.ko /lib/modules/3.6.11+/kernel/drivers/net/wireless

A questo punto va impartito il comando depmod per far si che il modulo venga caricato ad ogni riavvio e successivamente va caricato il modulo con modprobe:

sudo depmod -a
sudo modprobe 8188eu

A questo punto, se tutto è andato bene, il LED del TP-Link TL-WN725N si accenderà, segno che l’adattatore WiFi USB è stato riconosciuto ed è funzionante. Basterà dunque configurarlo con le impostazioni necessarie a farlo connettere alla propria rete WiFi, per far questo andrà modificato con un editor di testo il file /etc/network/interfaces nel seguente modo:

auto lo

iface lo inet loopback
#iface eth0 inet dhcp

allow-hotplug wlan0
auto wlan0
iface wlan0 inet dhcp
        wpa-ssid "tuo-ssid"
        wpa-psk "tua-password"
#wpa-roam /etc/wpa_supplicant/wpa_supplicant.conf
iface default inet dhcp

Naturalmente “tuo-ssid” e “tua-password” andranno sostituiti con SSID e password della vostra rete WiFi.

Aggiornamento 25 febbraio 2014: Con le ultime versioni di Raspbian che utilizzano il kernel 3.10.25 la procedura descritta non funziona, va scaricato un driver aggiornato e effettuata una procedura che consenta il funzionamento della scheda TP-Link TL-WN725N, i passi da compiere sono i seguenti:

  1. Download del driver e firmrware aggiornati sulla propria Raspbian da https://dl.dropboxusercontent.com/u/80256631/8188eu-20131223.tar.gz in alternativa ho caricato anche sul mio Dropbox l’archivio contenente il driver nel caso sparisca (https://www.dropbox.com/s/zcs4vr9fj989bxf/8188eu-20131223.tar.gz)
  2. Estrazione dei driver dall’archivio scaricato e installazione

Ecco i comandi da impartire da console di Raspbian:

wget https://dl.dropboxusercontent.com/u/80256631/8188eu-20131223.tar.gz 
tar -zxvf 8188eu-20131223.tar.gz 
sudo cp rtl8188eufw.bin /lib/firmware/rtlwifi 
sudo install -p -m 644 8188eu.ko /lib/modules/$(uname -r)/kernel/drivers/net/wireless 
sudo insmod /lib/modules/$(uname -r)/kernel/drivers/net/wireless/8188eu.ko 
sudo depmod -a
sudo modprobe 8188eu
sudo reboot

VPS gratis con ChunkHost

Un Virtual Private Server (VPS) basato su Xen con 128 MB di RAM (espandibile con un sistema di referral fino a 2GB) e 3GB di hard disk. Il tutto completamente gratis. ChunkHost offre tutto quello che ho detto e, anche se in molti hanno messo in dubbio la veridicità dell’offerta, io dopo essermi registrato a una waiting list ho ricevuto accesso al free usage tier, l’offerta di VPS gratuito di ChunkHost.

I sistemi Linux tra cui scegliere sono Ubuntu 10.04, 10.10, 12.04, Debian Lenny (5.0), Debian Squeeze (6.0), CentOS 5.6 e 6.2. Per attivare il proprio account tramite iscrizione alla waiting list basta fare login con Facebook.

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Raspberry Pi: installazione e configurazione di Debian Squeeze e Raspberry Pwn

raspberry pwn

Da qualche settimana sono (felice?) possessore di un Raspberry Pi Model B, quello per intenderci con una Ethernet e 2 USB. Come SD card ho acquistato una Kingston Classe 4 da 16GB (16GB SDHC Class 4 (SD4/16GB), uno tra i modelli funzionanti presenti nella lista delle Working SD Card. Ho deciso di installarci sopra Debian Squeeze utilizzando l’immagine disponibile nella pagina di download del Raspberry Pi. Va detto subito che il boot del Raspberry è possibile soltanto da SD Card anche se nulla vieta poi di montare /home e altre cartelle su una pen drive USB per ottimizzare la velocità di scrittura.

Per scrivere il file .img di Debian Squeeze, che si chiama “debian6-19-04-2012.img”, ho usato su Windows il programma Win32DiskImager, se invece preferite scriverlo da Linux è possibile usare “dd” con il seguente comando:

# dd bs=1M if=debian6-19-04-2012.img of=/dev/sdc (sdc va sostituito con il device che identifica la SD Card nel vostro sistema Linux)

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Monitoraggio utilizzo rete in Linux: 5 programmi utili (ma poco noti)

Chi passa da Windows a Linux spesso si trova spiazzato dal non aver più a disposizione programmi molto utili come TCPView, NetLimiter o le networking utilities di NirSoft, tutti tool che offrono informazioni dettagliate sulle connessioni attive sulla nostra macchina. Tuttavia su Linux esistono altrettanti tool, anzi numericamente le soluzioni a disposizione sono molte di più, anche se spesso mancano degli elenchi ragionati che aiutino l’utente ad orientarsi nella scelta degli strumenti ideali.

Ecco perché ho voluto creare un breve elenco di strumenti per il monitoring dell’utilizzo della rete su Linux andando a segnalare delle “hidden gems”, cioè una serie di utility, tutte da riga di comando, che a mio avviso sono “poco conosciute” ma fondamentali per chi voglia conoscere in tempo reale le connessioni attive sulla propria Linux box e il consumo di banda relativo alle singole applicazioni attive.

Oltre alle utility segnalate di seguito, troverete a fondo post anche un elenco di altre utility decisamente più note così da offrire una panoramica il più possibile esaustiva:

  • nethogs: ottimo programma da console che consente di vedere l’occupazione di banda per ogni singolo programma attivo sulla propria macchina, un po’ come NetLimiter su Windows
  • jnettop, una sorta di top per interfacce di rete che consente di vedere host sorgente/porta che consumano più banda e indirizzo di destinazione
  • ifstat, utilissimo programma da console che permette di vedere in tempo reale l’attività di un’iterfaccia di rete;
  • iptraf, programma ncurses che permette di visualizzare delle statistiche di utilizzo delle interfacce di rete;
  • ngrep: grep applicato al monitoring delle connessioni di una macchina, questo è ngrep. Può essere usato, solo per fare alcuni esempi, per monitorare il traffico su una singola porta (es. ngrep -W byline port 80), individuare solo le occorrenze di richieste GET su protocollo HTTP (es. ngrep -d eth0 -q GET) o per trovare occorrenze esadecimali di un file che transita nella nostra rete (es. ngrep -xX ‘0xc5d5e5f55666768696a6b6c6d6e6’ port 80)

Altri programmi utili (più noti 😉 ):

Fonti | Reddit | Bandwidth Monitoring Tools For Linux | Wireshark Wiki

Howto: VirtualBox+Fedora 15+GNOME Shell

fedora15 guest additions

Con VirtualBox 4.0.8 è stata incluso il supporto a GNOME 3 come si legge dal changelog:

3D support: fixed GNOME 3 rendering under Ubuntu 11.04 and Fedora 15

Vediamo come è possibile utilizzare GNOME 3 su Fedora 15 installata come Guest su VirtualBox. Dopo aver installato Fedora 15 in VirtualBox, la prima cosa da fare è installare le Guest Additions.

Su Fedora è necessario installare gli header del kernel linux e gcc, procedere così:

# yum install kernel-headers kernel-devel gcc

Dalla finestra di VirtualBox del sistema guest Fedora clicchiamo su “Dispositivi – Installa Guest Additions“, verrà montata la ISO delle Additions nel drive CD di Fedora 15. Navighiamo con Nautilus all’interno della cartella delle Guest Additions e clicchiamo su “Open Autorun Prompt” (oppure eseguire da terminale ./VBoxLinuxAdditions.run) come mostrato in figura:

fedora15 guest additions installazione

Partirà a questo punto l’installazione delle Guest Additions. Terminata la procedura di installazione dovremo arrestare Fedora 15 in modo da poter impostare le configurazioni corrette affinché GNOME Shell si avvii correttamente.

Da VirtualBox selezioniamo la macchina guest Fedora 15, clicchiamo su “Impostazioni”, andiamo quindi su “Schermo” e nella scheda “Video” mettiamo un segno di spunta su “Abilita accelerazione 3D“, io ho anche alzato a 42MB la memoria video tanto per essere tranquillo. Fatto questo siamo pronti ad avviare la macchina guest Fedora 15 e goderci GNOME Shell pienamente funzionante come si vede dallo screenshot qui sotto:

fedora15 gnome shell vbox

Reptyr: quando screen non basta

Lo scenario è questo: vi collegate alla vostra Linux box via SSH, avviate un processo che si rivela molto lungo ma non avendo avviato il processo con screen non potete disconnettere la connessione SSH senza interrompere il processo. Con reptyr è possibile riagganciarsi al processo avviato da un altro terminale in cui si utilizzi GNU screen (se non sapete usarlo qui trovate un bel quickstart), consentendo in questo modo di sganciarsi e riagganciarsi senza interrompere il processo in corso.

Il funzionamento di reptyr è veramente semplice:

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Amazon EC2: guida rapida all’uso

La documentazione per Amazon EC2 è ben fatta ma non esiste un documento veloce che guidi rapidamente l’utente alla creazione e alla messa in funzione di un’istanza EC2 senza perdersi in spiegazioni troppo lunghe. Ecco perché, dopo aver “smanettato” a lungo negli ultimi giorni con EC2, voglio riportare qui una “quick start guide” che non vuole esaurire l’argomento ma solo dare delle direttive semplici e immediate da mettere in pratica per avviare la propria istanza Linux EC2.

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