WordPress: aggiornare il database da riga di comando

wordpress aggiornamento database

L’aggiornamento automatico di WordPress funziona alla grande nel 90% dei casi (ok, forse nell’80%…), ma una volta aggiornati i file (tutto sommato la parte più semplice della procedura di upgrade a una nuova versione) può venir richiesto un upgrade del database la prima volta che ci si collega alla schermata di login alla dashboard.

Accedendo a wp-login.php o wp-admin si viene reindirizzati alla URL “http://nomedominio/wp-admin/upgrade.php”, cioè lo script php di upgrade del database. E qui arrivano i dolori se il database da aggiornare non si limita a pochi MB ma arriva a pesare qualche GB. Con database molto pesanti il tempo di aggiornamento aumenta considerevolmente, il consumo di risorse di mysql (CPU e RAM) sulla macchina su cui si sta aggiornando schizza in alto e lo script upgrade.php può andare in timeout non riuscendo a terminare la procedura con successo. Una procedura di upgrade del database di WordPress che non si conclude in modo ottimale può comportare l’impossibilità di accedere ancora al backend del blog, con il messaggio “è necessario l’aggiornamento del database” che continua a riproporsi.

Aggiornamento database WordPress, come riaccedere al proprio blog

Le strade sono due per riaccedere al proprio WordPress: si accede via FTP o ssh al file /wp-includes/version.php e lo si modifica con un editor di testi cambiando il numero di versione del database inserendo l’identificativo della versione da cui si è effettuato l’upgrade. Ad esempio se aggiornavamo da WordPress 4.5.4 a WordPress 4.6.1 e non accediamo più al backend, la versione del database da inserire per poter accedere nuovamente al backend è la 36686, dovremo pertanto andare a togliere la versione del database relativa a WordPress 4.6.1 che è la 37965. La parte di codice interessata a questa modifica in version.php è la seguente:

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Come velocizzare Android: consigli pratici

Android

Non sono uno che cambia smartphone ogni anno e non posso permettermi dei device di fascia alta. Preferisco avere dei terminali che a fronte di una spesa contenuta, 150-200 euro al massimo, abbiano caratteristiche tecniche ideali per un uso medio e soprattutto ottima ricezione e durata della batteria. Ecco perché un anno fa circa mi sono orientato verso un LG G2 Mini, dopo aver avuto una pessima esperienza con un Galaxy Nexus (formattato ben 4 volte in un anno a causa di continui blocchi). Amo tuttora questo smartphone che ha una dimensione ideale per me, 4,7 pollici, una batteria che dura tantissimo grazie ai suoi 2440mAh, un ottimo audio e una ricezione egregia oltre a consentirmi di fare praticamente tutto ciò di cui ho bisogno.

Unico neo è la scarsità di storage del G2 mini che è equipaggiato con soli 8 GB, 4 dei quali occupati da Android, e pur se espandibile con una scheda SD è molto facile arrivare a riempirlo completamente. Ecco dunque alcuni consigli pratici, ricavati dalla mia esperienza personale, per velocizzare Android e soprattutto risparmiare spazio:
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