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Terremoto in Giappone: Internet non è stata colpita (o quasi)

malfunzionamenti Internet terremoto Giappone

Nonostante il devastante terremoto e lo tsunami, la rete Internet giapponese non è stata intaccata. Leggendo un post sul blog di Renesys si capisce come il sistema di routing non abbia risentito più di tanto della catastrofe avvenuta:

Of roughly 6,000 Japanese network prefixes in the global routing table, only about 100 were temporarily withdrawn from service — and that number has actually decreased in the hours since the event.

Soltanto 100 prefissi su 6000 sono stati impattati temporaneamente dal terremoto, una percentuale davvero irrisoria, un chiaro segno di forza della rete Internet giapponese. Tuttavia i danni ci sono stati e anche ingenti: il Pacific Crossing, un sistema di cavi sottomarini in fibra, che con i suoi 21.000 Km congiunge gli Stati Uniti all’Asia, è stato duramente colpito:

PC-1 W and PC-1 N are currently out of service as a result of the Japanese earthquake. The Japanese cable landing station in Ajigaura has been evacuated due to the tsunami on the east coast of Japan and currently information on restoration activities and timing is unavailable. Further updates will be posted as additional information becomes available.

Anche in occasione del terremoto che colpì il Giappone nell’estate del 2009 i cavi sottomarini furono danneggiati, in quel caso il cavo colpito fu l’APCN2 che congiunge Singapore, Malesia, Filippine, Hong Kong, Taiwan, Cina, Corea del Sud e Giappone. Anche questa volta il cavo APCN2 ha subito dei danneggiamenti (anche se non è stato il solo) ma ha resistito, almeno stando a quando riportato da PCWorld. Il problema più “serio” è stato un rallentamento delle comunicazioni tra Cina e Giappone anche se nulla di grave stando a quanto si può leggere dagli utenti sui forum.

Come giustamente ricordato da VentureBeat, nel 2006 il terremoto che ha colpito Taiwan fece danni ben più gravi a alla Rete rispetto al terremoto dell’11 marzo in Giappone.

Se anche le centrali nucleari avessero funzionato come ha funzionato Internet durante il terremoto in Giappone non saremmo qui a parlare dell’emergenze che si sta verificando in ben tre centrali.