L’avvio di una virtual machine da pen drive USB non è stato ancora introdotto in VirtualBox. Come fare allora per provare se il trasferimento di una ISO di una distribuzione Linux (o di Windows 7) è avvenuto correttamente su pen drive e se il dispositivo è “bootable” utilizzando il software di virtualizzazione di Sun/Oracle?

Esiste un “escamotage” per avviare da pen drive USB con VirtualBox e voglio riportare di seguito i passi necessari su Linux e Windows, in modo da non dimenticarmi la procedura.

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È passato un po’ sotto silenzio, come spesso accade per questo SO, il rilascio di OpenBSD 4.6, eppure le novità introdotte davvero molte. Un nuovo server SMTP, chiamato smtpd, in sostituzione del vecchio (e “difficile”) Sendmail, pf abilitato di default, moltissimo nuovo hardware supportato e una completa rivisitazione dell’installer. Rispetto al passato, l’installazione è diventata molto più semplice, sempre “text based” ma veloce e comprensibile anche senza aver letto documentazione a riguardo, soprattutto se si decide di dedicare l’intero disco a OpenBSD e non si vuole applicare uno schema di partizioni “complesso”.

Ho deciso di provare il sistema operativo “sicuro di default” su VirtualBox, utilizzando la install46.iso, scaricabile da uno dei mirror. Purtroppo, in fase di installazione ho cominciato a ricevere dei messaggi di “segmentation fault” continui che non mi permettevano di completare la procedura.

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VirtualBox 2.2.0 r45486 ha introdotto un bug molto fastidioso, almeno nella versione Windows, cioè l’impossibilità per il sistema guest virtualizzato di riuscire ad ottenere un indirizzo IP se impostato il NAT-DHCP.

Ho riscontrato il problema su un host Windows Vista e un sistema guest Windows XP, ma penso sia presente anche con altri sistemi. Qualcuno ha risolto eseguendo nuovamente il setup.exe di VirtualBox scegliendo l’opzione “Repair”, altri hanno risolto con una reinstallazione completa del software. Nel mio caso, la riparazione non ha sortito alcun effetto così cercando meglio tra i bug segnalati dagli utenti ho trovato la soluzione.

Basta scaricare una versione modificata di VBoxDD.dll, resa disponibile in un file zip, rinominare VBoxDD.dll in VBoxDD.dll.old (sempre meglio avere una copia di backup nel caso si avessero problemi con la nuova dll) nella cartella di installazione di VirtualBox e copiare la versione modificata di VBoxDD.dll presente nell’archivio zip.

Dopo la sostituzione della dll, la macchina guest Windows Xp ha ricominciato ad ottenere un indirizzo IP, quindi penso possa risolvere problemi anche ad altri utenti del programma. Peccato il team di sviluppo non abbia ancora rilasciato una patch correttiva.

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CentOS 5.3 netinstall su VirtualBox

domenica, 5 aprile, 2009

Nelle ultime settimane sto facendo qualche piccolo passo verso le distro “rpm based”. Prima ho dato una chance a Fedora 11 Beta ma, almeno su VirtualBox, le prove fatte sono state deludenti. Lento in maniera imbarazzante in avvio, il LiveCD della Beta non ha brillato neppure una volta caricata l’interfaccia grafica. Eppure alla macchina virtuale avevo dedicato 512MB. Comunque non mi sono dato per vinto e ho voluto dare un’altra possibilità alle derivate di Red Hat uscite nelle ultime settimane provando CentOS 5.3.

Per l’installazione su VirtualBox ho utilizzato la netinstall.iso, CentOS-5.3-i386-netinstall.iso, scaricabile da uno dei tanti mirror. Grazie a questa ISO minimale si può installare la distribuzione scaricando i pacchetti necessari da Internet, utilizzando i repository messi a disposizione. Basta impostare come metodo di installazione “HTTP” e fornire un mirror e un path adeguato. Nel mio caso ho inserito:

server: mirror.centos.org
path: centos/5.3/os/i386

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Test: Caos Linux NSA 1.0.8

sabato, 28 febbraio, 2009

system profile

system profile

Giorni fa ho letto una notizia su Distrowatch relativa a Caos Linux NSA, una distribuzione adatta a high performance computation (HPC), server e appliance (firewall, NAS etc.).

Incuriosito, ho deciso di provarla su VirtualBox 2.1.4 (usando come template RedHat) e devo dire di esserne rimasto piacevolmente colpito. Si tratta di una derivata di RedHat/CentOS veramente veloce e dotata di tool molto potenti per la gestione del sistema. In fase di installazione Caos Linux utilizza un installer scritto “from scratch” chiamato Cinch. Selezionando l’opzione “autoinstall” il sistema viene installato senza che l’utente debba rispondere ad alcuna domanda: vengono create 2 partizioni, “/” “boot”, formattate con ext3 e creato uno swap. Terminato il partizionamento inizia il vero e proprio processo di installazione che è completamente automatizzato. L’utente vede solo una percentuale crescente.

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Nonostante i rallentamenti di cui tutti si sono lamentati, sono riuscito a scaricare gli oltre 2GB di Windows 7 Beta in un’oretta venerdì sera e oggi, finalmente, ho avuto modo di testare il sistema su VirtualBox. L’installazione è andata liscia, in mezz’ora circa tutto è terminato correttamente. Ho destinato 15GB di hard disk e 512MB di RAM quindi una configurazione tutto sommato modesta.

Rispetto alla precedente build che avevo provato tempo fa, l’unica differenza in fase di installazione è stata la richiesta di creazione di un HomeGroup, con la possibilità di scegliere quali risorse condividere in LAN e l’impostazione di una password per accdere alle condivisioni.

Per quanto riguarda invece il sistema vorrei mettere in evidenza alcune caratteristiche, magari di poco conto, che mi sono saltate all’occhio:

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sguil

Grazie al sempre ottimo Richard Bejtlich ho scoperto lo script NSMnow, che permette in pochi minuti di mettere in piedi un server adatto al network security monitoring. Lo script non fa altro (si fa per dire) che automatizzare l’installazione e la configurazione di tutto il necessario per il funzionamento di Sguil:
MySQL, Apache, Sguil (server e client), Snort, tcl, wireshark, p0f, tcpflow, tcpdump etc.

Personalmente ho effettuato un’installazione base di Ubuntu 8.10 in VirtualBox utilizzando la versione “alternate” di Ubuntu. All’avvio del CD di Ubuntu ho selezionato “F4″ e “Installa un sistema a riga di comando” per avere un sistema privo di interfaccia grafica. Terminata l’installazione mi sono loggato con il mio utente sul sistema e ho scaricato il pacchetto contentente lo script NSMnow:

$mkdir nsm
$cd nsm
$wget http://www.securixlive.com/download/nsmnow/NSMnow-1.1.1.tar.gz

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