Aggiornamento a Ubuntu 10.10 Alpha 1 su Eee Box B202
sabato, 5 giugno, 2010
La marcia verso Maverick Meerkaat è già partita con l’arrivo qualche giorno fa di Ubuntu 10.10 Alpha 1. A dispetto delle volte scorse in cui ho effettuato aggiornamenti a partire dalla alpha 2 o alpha 3, questa volta ho deciso di partire subito con Maverick sacrificando l’Eee Box B202.
L’aggiornamento da Ubuntu 10.04 a Ubuntu 10.10 Alpha 1 non è stato proprio semplicissimo come al solito.
Ho provato a effettuare l’upgrade dando il solito comando:
sudo update-manager -d
Ma non ottenevo alcun avviso della versione alpha di Maverick Meerkaat a cui aggiornare.
Ubuntu 10.04: è arrivato il CD
martedì, 18 maggio, 2010
Il servizio ShipIt non perde un colpo, il CD di Ubuntu 10.04 Lucid Lynx mi è arrivato oggi. Molto elegante e con una sorpresa all’interno, la sagoma di una lince ![]()
Installare Ubuntu in RAID con Salamander
sabato, 13 marzo, 2010
L’installazione di Ubuntu in RAID non è proprio alla portata di tutti. Con Ubuntu 9.10 le cose sono migliorate molto rendendo l’operazione piuttosto semplice anche se è necessario scaricare l’alternate CD e dunque non è possibile utilizzare Ubiquity per l’installazione.
Da qualche giorno però le cose sono cambiate grazie al prezioso contributo di Eric Bishop che ha realizzato una versione modificata di Ubiquity che permette di installare Ubuntu 9.10 in RAID con una GUI davvero semplice. Il nome del progetto è Salamander
e si tratta di una ISO di Ubuntu 9.10 che include le modifiche a Ubiquity per l’installazione “visuale” in RAID.
Installare Ubuntu con PXE usando un server Windows
domenica, 31 gennaio, 2010
Scenario: vogliamo installare Ubuntu via rete come macchina virtuale in VirtualBox utilizzando un server Windows che renda disponibile l’immagine di installazione della distribuzione. Il vantaggio di una soluzione del genere consiste nella possibilità di non dover avere alcun CD o immagine ISO disponibile in locale per installare Ubuntu, tutta la procedura di installazione della distribuzione avverrà via rete, contattando il server remoto che renderà disponibili i file necessari.
Per rendere possibile l’installazione via rete di Ubuntu dovremo trasformare un PC con Windows in un server PXE (Preboot Execution Environment).
Vediamo i passi necessari per allestire il server PXE su Windows.
Ubuntu: migrare da ext3 a ext4 il filesystem root
domenica, 24 gennaio, 2010
Ho sempre aggiornato installazioni di Ubuntu alle ultime versioni, lasciando come filesystem ext3. Solo su macchine virtuali ho sperimentato ext4 come filesystem di default per Karmic Koala e Lucid Lynx, non notando mai sostanziali miglioramenti per l’utilizzo che faccio di Ubuntu. Ma complice il passaggio di Google a ext4 per i propri cluster Linux, ho deciso di migrare da ext3 a ext4 senza formattare.
Per sperimentare la migrazione ho scelto l’installazione di Ubuntu 9.10 sul mio Samsung NC10, su cui ho impostato un layout di partizioni davvero “rozzo” cioè con un’unica partizione “/” formattata ext3 e una piccola partizione di swap. Ecco i passaggi che ho effettuato per migrare da ext3 a ext4 senza formattare:
Ubuntu 10.04 Alpha 2: aggiornamento su Eee Box riuscito
domenica, 17 gennaio, 2010
Per pura voglia di complicarmi un po’ la vita ho deciso di effettuare un aggiornamento a Lucid Lynx Alpha 2 sull’Eee Box B202. Ho effettuato l’upgrade partendo da una Ubuntu 9.10, che funzionava alla perfezione sul nettop di Asus, utilizzando il solito metodo:
sudo update-manager -d
e poi cliccando su “Esegui avanzamento di versione” dalla finestra di update-manager. Tutta la procedura è filata liscia, l’unico errore l’ho avuto nell’aggiornamento di network manager (non ricordo precisamente l’errore restituito) ma non ha compromesso la buona riuscita dell’operazione. Tutto mi sembra funzionare esattamente come con Ubuntu 9.10, con la differenza che ora “uname -a” da terminale restituisce:
Linux ubuntueeebox 2.6.32-10-generic #14-Ubuntu SMP Thu Jan 7 17:38:40 UTC 2010 i686 GNU/Linux
Ubuntu: usare tasksel per aggiungere o rimuovere gruppi di software
domenica, 10 gennaio, 2010

Per molti non è una novità ma penso che non a tutti sia noto il comando tasksel in Ubuntu. Si tratta di un tool, creato dal team Debian e poi importato in Ubuntu, utilissimo per personalizzare la propria Ubuntu-box successivamente all’installazione, consentendo di aggiungere task (compiti o “ruoli”) attraverso gruppi di software.
Ipotizziamo di aver bisogno di trasformare la nostra Ubuntu in un web server, in un server DNS, in un server PostgreSQL o semplicemente di voler installare Kubuntu, Xubuntu o Ubuntu Netbook Remix. Con tasksel tutto questo è possibile con pochi clic.
Se proviamo a dare da root il comando in una console, invocheremo un’interfaccia grafica che ci consentirà di selezionare l’installazione di uno o più gruppi di software, semplicemente usando la barra spaziatrice per spuntare con un asterisco i “compiti” (task appunto) che dovrà svolgere la nostra Ubuntu. Se invece deselezioniamo un task già installato (sempre con la barra spaziatrice), verrà rimosso tutto il software associato a quel task.
