Mac Mini
domenica, 23 gennaio, 2005
Per una volta farò un’eccezione, niente Linux e niente Windows. Parlerò dell’ultimo nato in casa Apple: Mac Mini.
La prima novità di Mac Mini, come si intuisce dal nome, sono le dimensioni. Il tutto è racchiuso in piccolo case di alluminio anodizzato a forma di cubo delle dimensioni di soli 16,51 cm per 5,08 cm di altezza. L’hardware incluso è di tutto rispetto: processore G4 a 1,25 o 1,42GHz, un disco rigido da 40 o 80GB, un’unità ottica CD-R/DVD-ROM con caricatore automatico, 256MB di SDRAM DDR e una scheda grafica ATI Radeon 9200 con 32MB di SDRAM DDR dedicata su un bus AGP 4x. Come sistema operativo è presente Mac OS X, che ha nelle sue fondamenta Darwin, sistema operativo opensource che deriva da BSD. Roccioso come uno Unix e usabile come un qualsiasi sistema operativo per Mac.
Oltre al sistema operativo Apple ha dotato Mac Mini della suite iLife’05 completa di tutti gli strumenti di editing video, audio e di immagini che un utente medio può utilizzare.
La seconda novità di Mac Mini è il prezzo che per la prima volta, trattandosi di computer Apple, è davvero contenuto: 499 euro (o 499 dollari se si preferisce la valuta statunitense).
Non sono inclusi nel prezzo nè monitor, nè tastiera, nè mouse
Si tratta di una piccola rivoluzione che credo bisserà il successo dell’Ipod e che va in controtendenza rispetto ai pc sempre più ingombranti, esteticamente sgraziati e rumorosi.
Ecco una foto del Mac Mini:

Lasco.A: intervista all’autore
mercoledì, 19 gennaio, 2005
MobileMonday ha pubblicato in lingua inglese una lunga intervista a Marcos Velasco, programmatore brasiliano di 32 anni autore del virus/worm Lasco.A, che si prennuncia come la vera bestia nera per i cellulari con sistema operativo Symbian.
Basato sui sorgenti di Cabir, Lasco.A è a sua volta un malicious code opensource in grado di coniugare le caratteristiche di un worm (si insinua in altri smartphone Symbian tramite bluetooth) a quelle di un virus (infetta i file di sistema con estensione .sis).
Marcos Velasco ha reso pubblico il codice sorgente del virus/worm per dimostrarne la sua paternità agli increduli ricercatori della Kasperky:
“I wanted to demonstrate how the worm works. The reason I published the source code was that the anti-virus researchers at Kaspersky did not believe it was mine.”
Dura la risposta data da F-Secure attraverso il suo weblog alla notizia della pubblicazione del codice di Lasco.A:
Virus writing should be illegal. And it should be illegal globally. When it’s not, we get problems like this: Mr. Marcos Velasco from Brazil is completely openly writing viruses and making them available from his website to anyone, anywhere in the world. Apparently this is not illegal in Brazil. So any kid, any lunatic, any anarchist anywhere can download all his viruses complete with sourcecode and do whatever they want with them. And Mr. Velasco has no problem with this.
In fact, he has just given an interview about his activities to a Finnish magazine ITViikko. The interview has been published in English on mobilemonday.net.
Writing viruses is wrong. Distributing them is even worse. It should be illegal, too.
Al momento in cui scrivo, dal sito di Velasco è liberamente scaricabile sia il codice sorgente di Lasco.A (il cui vero nome secondo l'autore dovrebbe essere Virus.SymbOs.Velasco) scritto in C++ con Nokia SDK 1.2, sia un .exe funzionante in ambiente Windows che infetta i file .sis che si trovano nella stessa cartella.
L'eseguibile, con molta originalità, si chiama SISINFECT.EXE. Ovviamente mi sono guardato bene dall'eseguirlo...non si sa mai...
Runt, la distribuzione Linux che si installa su una chiavetta usb
lunedì, 17 gennaio, 2005
Online su ZeusNews una mia guida a Runt: Linux in una chiavetta Usb
L’alternativa opensource a Dreamweaver
domenica, 9 gennaio, 2005
Si chiama NVU (pronunciato N-view) il software opensoruce che cerca di dar battaglia a Microsoft Frontpage e a Macromedia Dreamweaver.
Facile, dall’interfaccia user friendly e soprattutto molto più leggero in termini di occupazione di memoria rispetto ai rivali, NVU è un editor WYSIWYG (what you see is what you get). Non dovremo conoscere neanche un tag html per realizzare siti web di tutto rispetto. Sponsorizzato da Linspire (ex Lindows) NVU era inizialmente un software dedicato soltanto a piattaforme Linux. Presto però NVU è stato portato anche su altre architetture compreso Windows e Mac.
L’ultima versione disponibile al momento in cui scrivo è la 0.70 basata su Mozilla Firefox 1.0 e sul motore di rendering Gecko.
NVU è a buon diritto un componente delle applicazioni standalone derivate da Mozilla come Firefox e Thunderbird ed è come questi ultimi realizzato a livello di interfaccia grafica con il linguaggio XUL. Chi è abituato a utilizzare Firefox si troverà dunque a suo agio con NVU.
Per chi fosse scettico riguardo alle potenzialità di questo editor ecco un’immagine dell’interfaccia nella sua versione per Windows:

Microsoft Antispyware Beta 1: prova sul campo
giovedì, 6 gennaio, 2005
Finalmente Microsoft ha reso pubblico il suo tool antispyware: Microsoft Antispyware Beta 1.
Come si capisce dal nome il software è ancora in fase di beta test, quindi ne consiglio l’installazione a un pubblico di utenti esperti.
MsAntispyware non è altro che un remake di GiantAntispyware, software che, come si ricorderà, è stato acquisito di recente da Microsoft.
Una mia prima prova su strada del tool Microsoft su www.zeusnews.it.
Intanto ecco due screenshot relativi alla schermata principale del programma e al risultato della scansione effettuata sul sistema Windows Xp di prova:


L’opensource e i virus
martedì, 4 gennaio, 2005
Il codice sorgente della prima versione di Cabir sembra stia circolando in queste ore su Internet, diffusa dalla famosa crew di virus writer 29A. A darne notizia è il weblog di F-secure sempre più una fonte affidabile in tema di sicurezza informatica.
Il modello opensource applicato ai programmi e ai sitemi operativi ha nella maggior parte dei casi dei vantaggi sia per i programmatori, sia per gli utenti. Per i programmatori è facile intervenire sul listato dei programmi e correggere dei difetti di programmazione o delle falle nella sicurezza dei software. Gl utenti traggono vantaggio dalla maggior sicurezza dei software e dalla tempestività con cui vengono realizzati dei miglioramenti. L’esempio più lampante di tutto questo discorso è il kernel Linux in unione con le utilità GNU.
Per i virus il discorso si complica. Un virus writer alle prime armi non avrebbe possibilità di progredire se non potesse accedere ai sorgenti dei virus realizzati dai VXcoder (si fanno chiamare così i programmatori di virus) più esperti. Ed è un fatto che per i virus di cui viene rilasciato il codice sorgente vengono create un numero di varianti molto superiori rispetto ai virus closed source.
Esistono crew di virus writer che mensilmente rilasciano webzine con tutorial dettagliati e pagine di listati (molto spesso in codice assembly) che permettono a “chiunque” di capire come un virus funziona e successivamente di modificarlo creando una propria variante.
Nel caso del rilascio dei sorgenti di un virus l’opensource può diventare un modello che può esporre a rischi come dimostra l’ultima conferenza AVAR (Association of anti Virus Asia Researchers) tenutasi a Tokyo. Ecco un breve resoconto del convegno Open Malicious Source tratto dal weblog di F-secure, una tra le sotware house invitate alla conferenza:
One interesting presentation compared the differences in amount of variants between closed-source viruses and open-source viruses – with dramatic results. When even the most rapid variants of the Bagle / Mydoom saga only produced a handful of new variants per month, some of the Randex / Gaobot / Sdbot families have produced over 600 variants in a single month. That’s two new variants per day, for every day of the month.
Una toolbar contro le cybertruffe
venerdì, 31 dicembre, 2004
Il 2005 potrebbe essere un anno più sicuro per gli utenti di Internet Explorer. La nota società di sicurezza Netcraft ha infatti realizzato una toolbar in grado di integrarsi nel browser Microsoft segnalando e bloccando (quando possibile) le potenziali truffe a cui si potrebbe andare incontro nella normale navigazione.
Il software punta a combattere una forma di cybertruffa molto comune: il phishing.

