Ancora una volta ho deciso di immolare il muletto (il mio PII/350MHZ) per testare un sistema. Il prescelto questa volta è stato OpenBSD 4.0. In precedenza avevo provato il sistema di Theo de Raadt solo con macchine virtuali (con Qemu grazie all’immagine di FreeOsZoo). Devo dire che la bestia nera di OpenBSD è la procedura di installazione, tutta text-based e con una propensione ad aiutare l’utente prossima allo zero.
Il partizionamento e la creazione delle disklabel va fatto attraverso fdisk impostando manualmente le dimensioni delle singole partizioni. Il multiboot è ancora una bestia nera per OpenBSD, anche per il fatto che si tratta di un sistema server che si presuppone venga installato dedicando l’intero disco.

Comunque superati gli step di installazione il sistema inizia a dare soddisfazioni. Al boot è di una velocità incredibile, il sistema dei ports (una volta installato il ports tree) è veramente ottimo per aggiungere software di ogni tipo all’installazione standard e complessivamente si ha un’impressione di pulizia e solidità del sistema operativo tipica degli Unix-like. La documentazione uffciale affidata alle FAQ è ottima e spiega ogni aspetto mentre per i primi passi un buon punto di partenza sono i tutorial pubblicati OpenBSD 101.

Per ora mi sono limitato a compilare e installare il window manager Blackbox e l’editor nano, ad installare i pacchetti precompilati della shell bash (che ora è il terminale di default) e lsof. Rispetto alle distribuzioni Linux che avevo provato di recente sul muletto (Zenwalk, Debian Etch, Ubuntu Server, Fedora 5) OpenBSD non mi ha dato alcun problema di installazione, il riconoscimento hardware è andato a buon fine, non ho errori all’avvio e il muletto mi sembra rinato.

Veramente un bel sistema, semplice, leggero e ovviamente sicuro grazie all’attento code auditing a cui viene costantemente sottoposto.

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