Un gruppo di cracker agli ordini di militari cinesi starebbero sferrando attacchi a ripetizione contro obiettivi statunitensi. Le tracce lasciate dai cracker porterebbero alla provincia del Gaundong e i metodi utilizzati farebbero pensare a esperti ben addestrati per colpire le reti militari statunitensi. Uso il condizionale perchè per ora non c’è nessuna evidenza o come direbbero gli americani nessuna smoking gun che possa dimostrare l’esattezza di queste informazioni, riportate ad esempio da Terranet Plus. L’unica cosa che mi fa propendere per un fondo di verità è un post scritto dal crittoanalista ed esperto di sicurezza Bruce Schneier sul suoblog: «There seems to be a well-organized Chinese military hacking effort against the U.S. military. The U.S. code name for the effort is “Titan Rain.” The news reports are spotty, and more than a little sensationalist, but I know people involved in this investigation — the attackers are very well-organized».


Finchè gli Usa non divulgano i log degli attacchi e descrivono le tecniche usate, quali macchine sono state compromesse e quali informazioni sono state carpite ritengo che il tutto sia soltanto una montatura. Certo è che Schneier non è un buffone ma rimane il mio dubbio sull’origine militare di questi attacchi. Mi ricordo che tempo fa Raul Chiesa descriveva nel numero 6 di Hacker&C. un suo viaggio in Cina parlando molto bene degli hacker cinesi. Non mi stupirei quindi nell’apprendere che tutta Titan Rain sia opera di un gruppo di Black Hat con gli occhi a mandorla particolarmente agguerriti…

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